purple-logo-1L’articolo originale Keiko, renshu, shuren, tanren, kufu, and shugyo – Six Japanese words for training – and their kanji di Kai Morgan è stato pubblicato ed è liberamente consultabile in lingua inglese su www.budo-inochi.com; quella che segue ne è una versione in lingua italiana a cura di Enrico Neami.


In questo articolo ho deciso di analizzare i kanji che compongono alcune delle differenti parole giapponesi che significano “allenamento”: siccome può essere molto difficile differenziare i vari termini in lingua inglese, ho voluto mettere in luce i diversi significati di ciascuna parola.

Per iniziare, un magnifico passaggio da www.chozen-ji.org:

In lingua giapponese ci sono sei vocaboli che si riferiscono ad altrettanti livelli differenti di allenamento: keiko, renshu, shuren, tanren, kufu e shugyo. Le prime quattro possono essere tradotte rispettivamente come pratica, allenamento, disciplina e forgiatura, mentre non c’è una traduzione adeguata per le ultime due. Shugyo è il livello più elevato possibile di allenamento spirituale. Affinare il sé nello shugyo è come forgiare una spada partendo dall’acciaio grezzo: fuoco, acqua ed acciaio sono ripiegati su se stessi grazie all’azione incessante del martello, più e più volte, per dare vita al filo tagliente. Senza lo shugyo le realizzazioni rimarranno sempre lontane: non verrà sviluppata la forma naturale del corpo, né le strutture della mente potranno emergere dall’inconscio e la persona sotto pressione regredirà su schemi egoistici.

Chi si allena con lo scopo di ottenere l’illuminazione, cadrà inevitabilmente nella frustrazione e nella disperazione, poiché il percorso sulla Via è senza fine. Ma se si accetta la vita come una forma di shugyo, leggendo sia la buona che la cattiva sorte come effetti del karma, affinando di continuo il respiro, la postura e la consapevolezza, un giorno si comprenderà con chiarezza la verità delle parole del Maestro Dogen “l’allenamento è illuminazione e l’illuminazione è allenamento”.

A seguire alcune ulteriori informazioni sulle sei parole elencate nel brano sopracitato: keiko, renshu, shuren, tanren, kufu shugyo. Ho utilizzato il Shogakukan Elementary School Kanji Dictionary e il Kokugo Dictionary per tirare fuori queste definizioni, in maniera da approfondire molto di più i significati che non semplicemente usando un normale dizionario giapponese-inglese…

Keiko 稽古

Keiko è una parola d’uso comune molto chiara, generalmente tradotta come pratica, praticare; allenamento; studio. 稽 significa pensare, meditare e 古 significa vecchio. Secondo il dizionario dei kanji, 古 è una piccola raffigurazione di un teschio recante un diadema. Assume anche la sfumatura di riverire i propri antenati.

Keiko ha un significato semplice: praticare (renshū) col fine di apprendere o acquisire conoscenza.

Renshū 練習

Questa è un’altra parola d’uso comune, generalmente tradotta come pratica, praticare. Il primo kanji della parola è 練. La parte sinistra di 練 combina parti che significano fascio e separare, rendendo il senso di classificare o ordinare le cose, mantenendo solamente quelle buone.

La parte sinistra 糸 significa filo. Il dizionario spiega che ciò rimanda al significato dell’immergere un filo di seta grezza nell’acqua per dare il significato della pulizia e rifinitura delle cose buone.

L’insieme di 練 significa quindi polire, forgiare, temprare, addestrare, allenare, istruire.

Il secondo kanji in renshū è 習. Questo carattere combina 羽(ali) con una forma abbreviata di 自 (ripetuto) e simboleggia quindi il movimento: ali che sbattono ripetutamente.

Preso nel suo insieme, questo vocabolo renshū ha il senso di ripetere qualcosa più e più volte per poterlo apprendere. Il dizionario in più spiega come questa parola venga normalmente applicata a discipline tecniche o accademiche.

Shūren 習練, 修練 o 修錬

Ci sono molti modi differenti per scrivere questa parola.

La prima è 習練. Complimenti a chi ha notato che si tratta semplicemente di renshū scritto all’inverso. Questa versione di shūren si traduce: ripetutamente praticare (renshū). Praticare (keiko). Come si nota, questa forma di shūren ha una stretta relazione con le prime due parole che abbiamo esaminato.

La forma successiva di shūren è 修練. Come si nota, il secondo kanji è il medesimo ma il primo è invece differente: 修.

Il dizionario spiega che 修 ha due parti principali.

yuu-partsignifica bagnare qualcuno versandogli lentamente dell’acqua lungo la schiena – come si può notare dall’immagine sotto.

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Shogakukan Kanji Dictionary for Elementary School Students, 5 edizione – pag. 121

L’altra parte è 彡che simboleggia tre o, come in questo caso, ornamento.

Il dizionario spiega che l’insieme delle due parti produce il significato di disporre le cose in maniera snellamente allungata e ben proporzionata, senza buchi, asperità o  sbalzi.

Quindi il kanji 修 significa: apprendere; acquisire conoscenza; polire/affinare la propria mente/spirito o le proprie azioni – mettere le cose in ordine in maniera decorativa; disporre gli oggetti in bel modo; riparare gli oggetti; rimettere le cose al giusto posto. Quindi questa versione di shūren 修練 va tradotta come: affinare / migliorare / forgiare / allenare / istruire nella maniera adeguata lo spirito (kokoro) o il corpo.

La terza forma di shūren è 修錬. Ma 錬 è davvero una semplice versione alternativa di 練: la parte sinistra sostituisce filo 糸 con oro 金 e l’intero kanji ha contemporaneamente il significato di forgiare / temprare il metallo che quello di forgiare / temprare la mente / spirito (kokoro) o il corpo.

Shūren ha un significato speciale per gli aikidoka poiché il fondatore dell’Aikido, O-Sensei, chiamò il proprio dojo di Iwama Aiki Shūren Dōjō, appunto.

Tanren 鍛練 o 鍛錬

Come shūren, tanren può essere scritto 練 o 錬.

Il primo kanji, tan 鍛 combina due parti: la parte destra 段 è un carattere che ogni marzialista potrà facilmente riconoscere. Può essere letto sia tan che dan e significa passo; grado; livello (come ad esempio in shodan, nidan, ecc.).

La parte sinistra 金, invece, significa oro, come spiegato sopra.

Quindi tan 鍛 ha il significato di: lentamente (passo a passo) forgiare il metallo per battitura o rafforzare progressivamente la mente / spirito (kokoro) o il corpo.

L’intera parola tanren significa forgiare la propria mente, spirito e corpo o waza (tecnica, arte, abilità) nella stessa maniera in cui viene forgiato il metallo e divenire, così, encomiabile.

Kufū 功夫 o 工夫

Kufū può anche essere scritto in due maniere.

Il secondo kanji è lo stesso entrambe le volte. 夫 simboleggia un uomo con in testa un kanmuri (cappello tradizionale giapponese) che rappresenta un uomo che diventa adulto. 夫 quindi significa marito oppure uomo completamente cresciuto, o uomo in età lavorativa.

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Un kanmuri al Jidai Matsuri 2009.

工 rappresenta un buco che viene attraversato da parte a parte da alcune assi; rappresenta quindi un lavoro difficile o di artigianato. 功 combina 工 con 力 (forza) ed ha il senso di un lavoro che è stato portato a termine con passione. Significa quindi raggiungimento; impresa; atto meritorio; buon risultato; buon lavoro fatto a mano; efficacia; ecc.

In entrambi i casi, kufū 功夫 o 工夫 letteralmente significa: un modo veramente buono di portare a termine qualcosa, che è il risultato di un’azione molto ben meditata.

Ha anche il significato di dedizione al miglioramento spirituale, in particolare nel contesto della meditazione Zen. In cinese, 功夫 viene pronunciato Kung fu. Si è portati a ritenerlo un termine legato alle arti marziali, ma secondo Wikipedia Kung fu o Gung fu / Gongfu in cinese fa riferimento a:  qualsivoglia studio, apprendimento o pratica che richieda pazienza, energia e tempo per essere portata a termine, spesso utilizzato in Occidente per riferirsi alle arti marziali cinesi. Solamente nell’ultima parte del ventesimo secolo questo termine si è legato alle arti marziali cinesi […] l’origine di questo cambio di significato può essere attribuita all’incomprensione o alla cattiva traduzione del termine nei sottotitoli dei film o nel doppiaggio. Nel suo significato originario kung fu può fare riferimento ad ogni abilità raggiunta grazie al duro lavoro ed alla pratica, non necessariamente nell’ambito delle arti marziali.

Shūgyō 修業 o 修行

修業 (shūgyō) può essere facilmente confuso con 修行: (shugyō). La voce nel dizionario dei kanji spiega la differenza come segue e rende un po’ l’idea di 修行:

修業 (shūgyō): acquisire conoscenza in una disciplina tecnica o accademica.
修行: (shugyō): affinare il proprio carattere nell’acquisire conoscenza in qualcosa come un’arte marziale (bugei) o una religione.

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Shogakukan Kanji Dictionary for Elementary School Students, 5 edizione – pag. 122

Ecco quindi un po’ di dettagli sui significati di questi vocaboli. Uno o più d’uno fra essi si accorda particolarmente con voi e con il vostro approccio alla pratica o vorreste che fosse così?


 

@EnricoNeami

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