L’articolo originale in lingua inglese Morihiro Saito Shihan Shinobukai di Victor Detrez e Miki Nakajima è liberamente consultabile sul sito ufficiale dell’Iwama Shin Shin Aikishurenkai www.iwamashinshinaikido.com; quella che segue ne è una versione in lingua italiana a cura di Enrico Neami.


Il 6 maggio [2018] un’importante commemorazione ha avuto luogo nella casa della famiglia Saito in ricordo dell’anniversario della morte di Morihiro [Saito] Sensei. Questi incontri hanno luogo di solito ogni anno e riuniscono i membri della famiglia.

La cerimonia di quest’anno, o shinobukai「偲ぶ会」 (incontro per ricordare), è stata particolarmente importante, trattandosi del 17° anniversario delle esequie in onore di Morihiro Saito Sensei.

Infatti, secondo la tradizione giapponese, il secondo anno dalla morte di una persona viene contato come fosse il terzo: quest’anniversario, 16 anni dopo la morte di Morihiro Sensei, viene considerato come il diciasettesimo, o jyunana kaiki「十七回忌」.

Il significato dell’evento di quest’anno è stato più profondo poiché rappresenta il passaggio dello spirito di Morihiro Sensei ad un livello spirituale più alto; è per questo che stavolta la cerimonia è stata aperta a molte più persone.

34413058_2047136635297364_8645769201207738368_n-300x200Molti sono giunti per prendere parte a questa speciale giornata da tutto il Giappone ma anche dagli Stati Uniti e dal Portogallo. Tra i presenti si contavano membri della famiglia [Saito], allievi di Morihiro Sensei, vecchi amici, autorità cittadine, molti dojo-cho dell’Iwama Shin Shin Aiki Shurenkai e, ovviamente, alcuni soto deshi e gli uchi deshi.

Ci siamo ritrovati in più di settanta persone riunite nella casa di Saito Hitohira Kaicho per presenziare alla cerimonia buddista guidata dal prete di famiglia di fronte al butsudan「仏壇」(l’altare buddista che si trova nella maggior parte delle dimore giapponesi), che era stato decorato per l’occasione e dinnanzi al quale erano state poste numerose offerte.

34413129_2047143511963343_7604092052556480512_n-300x200La casa era piena ed abbiamo dovuto posizionare molte panche supplementari per consentire a tutti di trovare posto a sedere. Dopo aver pregato e cantato gli inni, il prete ha invitato tutti a bruciare dell’incenso in segno di rispetto ed a favore dello spirito di Morihiro Saito. In quel momento della cerimonia, era possibile rendersi conto dell’incrociarsi delle varie generazioni che si incontravano in quel luogo: i più anziani venivano per primi, vecchi amici e allievi, quindi venivano i figli di Morihiro Sensei, quindi i figli di quest’ultimi e, poi, i loro nipoti. È stato toccante assistere ancora una volta alla forza dei legami tra generazioni nel seno della famiglia Saito, per di più circondata da generazioni di allievi.

34583762_2047147168629644_8340898292095254528_n-169x300Terminata la cerimonia, Saito Hitohira Sensei ha invitato gli ospiti allo Shin Dojo per un incontro meno formale: nel dojo erano infatti state allestite delle tavolate su cui è stato servito il cibo assieme alle bevande. È stata proiettata un’intervista a Saito Sensei e gli ospiti hanno potuto sfogliare gli album delle foto di famiglia.

Tutti abbiamo levato i nostri calici di sake per un grande Kampai「献杯」(un brindisi in onore del defunto) quando Sensei ha aperto il party con un discorso. Saito Hitohira Kaicho ha preso posto al capotavola della tavolata degli allievi attuali, accanto all’ospite speciale, Honma sensei, giunto per l’occasione da Denver. C’era anche un kagezen「陰膳」 (una tavolata per gli assenti o per i defunti) con una bicchiere di sake per ogni nome di una lista scritta di proprio pugno da Sensei.

Nel corso del convivio sono emersi numerosi ricordi [su Morihiro Saito], scambiati tra coloro che potevano ricordare e condivisi con gli allievi più giovani, tutti bramosi di conoscere di più su Morihiro Sensei. Durante il suo discorso, Saito Hitohira Kaicho ha annunciato che conferirà ufficialmente il nome di Morihiro a suo figlio in occasione della ricorrenza della nascita della sua organizzazione [l’Iwama Shin Shin Aiki Shurenkai]  il 9 di giugno.

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Scritto da Victor Detrez, per lunghi anni uchi deshi, e Miki Nakajima di Kyoto. Foto di Olivier Eberhardt.

@EnricoNeami

 

 

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