Agli inizi degli anni’90 fu molto attivo in città il Centro Culturale “Diego de Henriquez”. Il sodalizio, presieduto da Alvise Barison e animato dall’energia del suo Segretario Antonella Furlan e dello storico Antonio Sema, fu molto attivo e curò numerosi cicli di conferenze ed incontri culturali, oltre che alcune importanti esposizioni pubbliche di parte dei materiali e delle collezioni de Henriquez, poi confluite nel patrimonio del successivamente costituito – recentemente riallestito nella nuova sede – Civico Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez di Trieste.

museo de henriquez

 Così recitava il volantino promozionale dell’attività per il primo trimestre del 1993:

Il nostro intento, come Centro Culturale, è quello di portare avanti l’opera di Diego de Henriquez, anche nella direzione dell’Istituto di Studi connesso al Museo e da lui preventivato.

Il fine era quello di “studiare il fenomeno bellico in tutte le sue manifestazioni”, la base di partenza i materiali da lui raccolti in prospettiva di un “work in progress” che non sarebbe finito con la sua scomparsa.

Per questo motivo saremo lieti di dare la parola, con una nostra introduzione nella logica henriqueziana, anche a dei giovani studiosi di diverse discipline, i lavori dei quali si sono dimostrati attinenti alle problematiche toccate nell’ “universo Henriquez”.

sema
Antonio Sema (fermo immagine da una trasmissione televisiva degli anni ’90)

Il programma di attività culturali per i primi mesi del 1993 era così strutturato: 14 gennaio, Muzio Bobbio su Lame giapponesi nel “Museo” di Diego de Henriquez; 22 gennaio, Antonella Furlan su Pubblicistica, documenti e carteggi in vita di Diego de Henriquez; 11 febbraio, Alessandro Sfrecola su Guardare la guerra da vicino. Cronisti e studiosi triestini nell’ex Jugoslavia, dalle esperienze di Diego de Henriquez al 1992 – introduce Antonio Sema; 25 febbraio,  Antonella Furlan nuovamente su Pubblicistica, documenti e carteggi in vita di Diego de Henriquez; 25 marzo, Enrico Neami su La base di sottomarini di Sistiana.

Alla fine dell’anno 1993, poi, Antonio Sema ed Antonella Furlan diedero anche alle stampe, per i tipi di A.P.T. Trieste, Diego de Henriquez. Cronaca di una vita, un saggio di 175 pagine, completo di repertorio iconografico su de Henriquez, che era articolato su una presentazione di Elio Tafaro, una premessa degli autori e, quindi, sulle due sezioni Gli storici ed il collezionista: note sulla storiografia relativa a Diego de HenriquezCronache di una vita, entrambi completi di note bibliografiche e seguiti da un’appendice e dal citato album fotografico.

Maggiori informazioni sul Civico Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” di Trieste su www.museodiegodehenriquez.it

@EnricoNeami

Annunci