YumeLa mostra Yume – Sogni Giapponesi. Fotografie del XIX secolo occupa il piano terra della storica Villa Galvani all’interno della Galleria “Armando Pizzinato” di Pordenone, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e della Fondazione Italia Giappone, rimarrà visitabile dal 31 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016. (Informazioni e magiori dettagli www.artemodernapordenone.it)

L’esposizione presenta al pubblico circa 90 fotografie giapponesi originali del XIX secolo, in particolare stampe all’albumina colorate a mano. Le opere sono state selezionate prevalentemente nell’archivio della Collezione G. Marco Vittorio, che raccoglie da oltre vent’anni fotografie originali di rara bellezza seguendo il percorso tracciato dai fotografi del XIX secolo durante i loro viaggi in Oriente; si sviluppa attraverso diverse sezioni: il sogno della figura femminile; il sogno della figura maschile; il sogno dell’architettura e dell’abitare; il sogno del paesaggio.

Le immagini prodotte dai fotografi del tempo, come noto, erano destinate prevalentemente ai viaggiatori stranieri e avevano come soggetto rappresentazioni del paesaggio naturale e architettonico giapponese, ritratti di uomini e donne colte nei molteplici aspetti della quotidianità, attività lavorative e scene di vita comune. La loro funzione era quella di produrre souvenir di viaggio per gli occidentali, che acquistavano le fotografie soprattutto per conservare la suggestiva memoria di un mondo esotico.

Le fotografie furono realizzate prevalentemente con la tecnica della “stampa all’albumina”, un procedimento sperimentato in Francia nel 1848 e largamente diffuso fino alla fine del XIX secolo, che in Giappone si diffonde in larga misura con la caratteristica della delicata colorazione a mano.

La grande richiesta di album ricordo portò ogni studio ad impiegare numerosi artisti dediti alla coloritura delle fotografie. L’idea fu importata a Yokohama nel 1863 dal fotografo veneziano di Corfù Felice Beato, che trovò il modo di impiegare numerosi artisti giapponesi, che in precedenza si erano dedicati alla pittura, alle stampe xilografiche policrome e alla coloritura dei tessuti.

L’esposizione, organizzata in seno alle attività di scambio culturale attive in virtù del gemellaggio tra la città di Pordenone (Italia) e quella di Ōkawa (Giappone), è corredata da un piacevole catalogo bilingue italiano-inglese a cura di Magda Di Siena – che è anche curatrice della mostra stessa – con testi di Magda Di Siena e Rossella Menegazzo e traduzioni di Michael Walton.

LA COLLEZIONE VITTORIO
G. Marco Vittorio ha raccolto, nel corso degli anni, un interessante patrimonio fotografico del XIX secolo. Si tratta di importanti fotografie acquisite sul mercato antiquario o presso case d’asta o appartenenti, in taluni casi a collezioni private, che rischiavano di andare disperse e che sono state recuperate e rese fruibili. La collezione ha seguito il percorso della raccolta di fotografie dei grandi viaggiatori del XIX secolo, soprattutto dei viaggi in Oriente e in particolare in Giappone, ma anche in  Cina, Corea, Africa, Arabia; comprende inoltre una sezione dedicata all’Italia e in modo particolare a Venezia.

Info: www.collezionevittorio.it

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