fotoMussolini vuole completare l’opera, e con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, a fianco della Germania di Hitler, invade l’allora Regno di Jugoslavia. Tutto precipita. Eccidi, fucilazioni, incendi di villaggi, trasferimenti massicci di popolazione, crimini di guerra perpetrati dagli “italiani brava gente” (per cui nessuno ha mai pagato). “Non occhio per occhi e dente per dente” aveva ordinato il generale Roatta, “piuttosto una testa per ogni dente”. Migliaia di civili sloveni e croati, costretti a condizioni di vita disumane, muoiono di stenti nei campi di internamento italiani. Il peggiore di questi campi si trovava sull’isola dalmata di Arbe, oggi ridente località balneare.

Da “Magazzino 18, Storie di italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia” di Simone Cristicchi con Jan Bernas, a cura di Simona Orlando, Mondadori, collana Strade Blu, Milano, 2014, premessa “Una terra a forma di cuore”, pag. 5.

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