Sabato 14 e domenica 15 febbraio 2026 Saito Morihiro Nidaime (Yasuhiro) Sensei ha diretto presso il palazzetto Le Cupole di Torino un seminario internazionale di Aikido Tradizionale della Scuola di Iwama – Dento Iwama Ryu Aikido che ha registrato un folto numero di partecipanti dall’Italia e dal resto dell’Europa.

L’evento internazionale è stato organizzato dal Takemusu Aikido Torino, il noto dojo di Aikido Tradizionale della Scuola di Iwama attivo nel capoluogo piemontese presso la Ginnastica Reale di Torino, con il supporto dell’associazione sportiva dilettantistica Iwama Budo Kai di Trieste ed è stato fortemente voluto dal maestro Stefano Di Carlo Shihan – allievo diretto di entrambi i grandi maestri Saito Morihiro e Saito Hitohira, nonché ora di Saito Morihiro Nidaime – che ha personalmente invitato Yasuhiro Sensei nella ricorrenza esatta del decennale dal suo primo seminario internazionale diretto a Torino nel febbraio 2016, appunto.

Il seminario ha registrato un gran numero di partecipanti, per la maggior parte appartenenti all’Iwama Shin Shin Aiki Shurenkai – l’organizzazione internazionale guidata da Saito Hitohira Soke con sede centrale in Iwama – ma non solo; erano presenti aikidoka provenienti dall’Italia, Germania, Francia, Spagna Portogallo, Slovacchia, Ucraina, Tailandia.

Foto di gruppo durante una pausa nei keiko del sabato

Il seminario si è articolato, come d’uso, su differenti sessioni di bukiwaza (pratica con le armi tradizionali) e taijustu (tecniche a mani nude): Saito Sensei ha guidato i numerosissimi partecipanti con attenzione, cura e dedizione, insistendo sui fondamentali delle tecniche e richiamando spesso e direttamente gli insegnamenti del Fondatore dell’Aikido, O Sensei Ueshiba Morihei, di cui ha citato molti kuden e, a volte, anche letto e commentato passi del libro “Budo” pubblicato nel 1938. Le indubitabili capacità tecniche di Saito Morihiro Nidaime si uniscono – come ben sanno i suoi allievi diretti ed i frequentatori dei suoi seminari internazionali – alle grandi doti comunicative e didattiche che consentono sempre di praticare con gioia e soddisfazione sia agli allievi più esperti che hai principianti.

Il programma si è orientato sullo studio dei suburi e del kimusubi no tachi per quanto inerente l’Aikiken; sullo studio dei suburi e del sanjuichi no jo kata per l’Aikijo; sui basici movimenti di katatedori tai no henko e morotedori kokyuho e, quindi, su ikkyo omote ed ura, nikyo, sankyo e iriminage da svariati attacchi e sullo studio di kokyunage per il taijutsu ed, infine, su una serie di jo nage per quanto riguarda il bukidori.

Saito Sensei era accompagnato da Miki Nakajima sensei ed è stato assistito nelle traduzioni dal giapponese all’inglese da Emi Isomura e, quindi, da Stefano Di Carlo shihan per la traduzione in italiano.

Sul tatami erano presenti numerosi dojocho (resposnabili di dojo) di dojo aderenti all’Iwama Shin Shin Aiki Shurenkai e molti shihan (maestri detentori di un grado da 6 dan in su) tra cui, oltre all’organizzatore Stefano Di Carlo: Alberto Boglio (Italia), Stefan Kurilla (Slovacchia), Volker Hochwald (Germania), Thomas Podzelny (Germania), Julien Dubergey (Francia), Jose Vega (Spagna), Danilo Di Teodoro (Italia).

Il gruppo degli shihan presenti sul tatami nella giornata di sabato.

Nel corso del seminario sono stati sostenuti con successo alcuni esami dan e sono stati conferiti dei diplomi di grado Iwama Shin Shin Aiki Shurenkai tra primo, secondo e terzo dan, oltre al conferimento del 5 dan ai maestri Roberto Santoro e Dejan Solc.

Come da tradizione, la serata del sabato è stata riservata ad un momento di fraterna convivialità in un noto ristorante del centro di Torino che è riuscito a gestire e servire con efficenza e soddisfazione più di 120 ospiti: l’occasione è stata propizia per rinsaldare piacevolmente i rapporti tra i praticanti provenienti dalle differenti nazioni.

In una pausa tra i keiko (sessioni di pratica) Stefan Kurilla Shihan ha preannunciato che Saito Morihiro Nidaime verrà ospitato nuovamente in Europa nel febbraio 2027 a Bratislava, Slovacchia.

@EnricoNeami